Santa Maria Nuova

BRAMASOLE

MAEC

LE CELLE

IL MELONE

LA TANELLA

COSE DA VEDERE A CORTONA

CLASSIFICA DELLE 10 ATTRAZIONI PRINCIPALI

Criteri utilizzati: Popolarità, Importanza, Bellezza

 1  – Il centro storico

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Da non perdere nella centralissima Piazza della Repúbblica sul lato est il Palazzo Comunale (14° secolo, ricostruita poi nel 1514) con la sua caratteristica torre con l’orologio oggi simboli di Cortona la quale fu eretta nel cinquecento. La torre campanaria fu costruita assieme a l’imponente scala di accesso al palazzo. Sempre nella piazza troviamo il Palazzo del Capitano del Popolo, (il più alto della piazza)  splendido edificio adibito a residenza del cardinale Passerini nel XVI secolo. Ci spostiamo nella comunicante Piazza Signorelli, dove risiede il Palazzo Casali (XVI sec), con il museo Etrusco MAEC. A destra di Palazzo Casali si erge il Teatro Signorelli (XIX secolo),  in stile neoclassico, arricchito da un bellissimo loggiato a sette arcate. Nella parte sud est di Cortona  troviamo Piazza Garibaldi: dove al suo centro è collocato l’obelisco dedicato a Giuseppe Garibaldi, da qui è si gode di un unico panorama sulla Val di Chiana che arriva a scrutare i bordi dell’Umbria ove si scorge il Lago Trasimeno, Montepulciano e nelle giornate più chiare il monte Amiata.. Fermatevi qui per godere di questo panorama mozzafiato.

 2  – Il convento di San Francesco “Le Celle”

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Il convento de “Le Celle” costituisce uno dei primi insediamenti francescani scelto e voluto da Francesco di Assisi. Trovatosi a predicare presso Cortona nel 1211, come suo solito, Francesco domandò ed ottenne un luogo nel quale potersi ritirare in preghiera. Un giovane nobile della città, Guido Vagnottelli (che poi diventerà il “Beato Guido”, uno dei primi compagni del Poverello di Assisi) gli offrì quello che agli inizi del XIII sec. doveva apparire un luogo aspro e soprattutto privo di qualsivoglia insediamento umano. Francesco tuttavia lo scelse per la solitudine che gli donava, ma soprattutto perché particolarmente espre ssivo del suo Signore. Presso il luogo dove ora sorgono “Le Celle”, infatti, egli trovò le vestigia del Redentore: l’acqua, segno di Cristo acqua viva; la pietra, segno di Cristo roccia su cui edificare la propria vita; una fenditura nella montagna, memoria delle piaghe del Signore Gesù, tante volte agognate da Francesco, per rivivere nel suo corpo l’amore che il Signore aveva nutrito e nutre per ogni uomo nella sua passione.

Orari d’apertura

Sempre aperto dalle ore 7.00 alle ore 19.00
Indirizzo Strada dei Cappuccini 1 Cortona
Tempo totale visita: circa 1 ora
Sport praticabili nel sentiero: Corsa e Bicicletta

 VISITA IL CONVENTO  

MAEC MUSEUM

 3  – MAEC

MAEC – Museo della civiltà Etrusca

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Attualmente il museo è suddiviso nelle due principali sezioni dedicate rispettivamente all’Accademia Etrusca e alla Città etrusca e romana di Cortona; nella prima sono raccolte le testimonianze della vita e dell’attività continua della più nota istituzione culturale cittadina, a partire dai primi lasciti disposti dagli accademici del Settecento e dell’Ottocento o dagli acquisti via via effettuati: fra le opere di maggiore pregio – veri e propri “simboli” della cultura cortonese – sono da ricordare il lampadario etrusco in bronzo, la cosiddetta Musa Polimnia, la raccolta di ceramiche e bronzi etruschi e romani, la collezione Corbelli di materiali della civiltà egizia; non mancano testimonianze più recenti, come l’imponente raccolta di oggetti d’arte e di arredamento già detenuti dalla famiglia Tommasi Baldelli, una delle più note casate cittadine, o la serie di opere del pittore cortonese Gino Severini, uno dei fondatori del futurismo, cedute a Cortona dallo stesso Maestro. Vengono inoltre presentati molti materiali archeologici provenienti dalla città e dal territorio, che mettono in collegamento con la più moderna sezione dedicata al loro sviluppo.

Orari d’apertura

1 Aprile – 31 Ottobre: aperto tutti i giorni della settimana dalle ore 10.00 alle ore 19.00 1 Novembre – 31 Marzo: dalle ore 10.00 alle ore 17.00 lunedì chiuso Chiuso il 25 dicembre

Telefono: +39 0575 630415 Indirizzo: Piazza Signorelli 9 Cortona
Tempo totale visita: circa 2 ore Website: www.cortonamaec.org

MAEC MUSEUM

 4  – Museo Diocesano

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Il Museo si trova in piazza del Duomo, all’interno dell’ex-chiesa del Gesù, e raccoglie vari oggetti ed opere d’arte provenienti dalle chiese del territorio appartenenti alla diocesi. La raccolta d’arte venne fondata nel 1945 e conserva importanti opere di Pietro Lorenzetti, Beato Angelico, Bartolomeo della Gatta, Sassetta e Luca Signorelli, oltre ad arredi sacri di notevole pregio. Il percorso espositivo inizia dall’unico oggetto antico presente, di altissima qualità, il sarcofago romano con il Combattimento tra Dioniso e le Amazzoni, databile al II secolo d.C. e ritrovato nei presi del Duomo.

Orari d’apertura

1 Aprile – 31 Ottobre: aperto tutti i giorni della settimana dalle ore 10.00 alle ore 19.00
1 Novembre – 31 Marzo: dalle ore 10.00 alle ore 17.00 lunedì chiuso
Chiuso il 25 dicembre

Telefono: +39 0575 62830 Indirizzo: Piazza Duomo 1 Cortona

Tempo totale visita: circa 1 ore

MAGGIORI INFORMAZIONI

MAEC MUSEUM

 5  – Fortezza di Girifalco e Basilica di Santa Margherita

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L’antichissima rocca fortificata fu completamente ristrutturata nel ‘500, in epoca medicea. Siamo a quota 651m slm in un’area che domina l’intera Valdichiana sottostante e la cui occupazione si è succeduta fin dall’età etrusco-romana, dapprima come area sacra e difensiva poi come zona di solo controllo e difesa. Dai documenti sappiamo che già nel 1258 qui si trovava il primo esemplare di fortezza, di cui restano soltanto sporadiche visioni in dipinti quattro-cinquecenteschi, specie nel tondo di Luca Signorelli conservato presso il Museo dell’Accademia Etrusca e sporadici resti di muratura nel basamento della torre del maschio attuale. Dopo la vendita di Cortona nel 1411 e il suo passaggio a Firenze, l’area subì nuovi interventi. Fu proprio il Granduca Cosimo I a volere il totale riordino delle mura urbane (1520) e quindi anche della rocca di Cortona che ad esse si congiungeva; nel 1556 l’insigne ingegnere militare Gabrio Serbelloni, affiancato dai Cortonesi Francesco Laparelli, Bartolomeo Salti e Ludovico Sernini, iniziò i lavori di ricostruzione della Fortezza, i quali si conclusero nel 1561.

L’edificio rinascimentale ha base quadrilatera di forma trapezoidale e si imposta su quattro bastioni angolari di forme diverse per meglio adattarsi alle asperità del terreno: il bastione S. Margherita a sud, il bastione S. Maria Nuova ad ovest, S. Egidio a nord (quello che meglio esprime i caratteri tipici del baluardo cinquecentesco, con i fianchi semicircolari e quattro posti cannone) e S. Giusto a est. Al loro interno erano le cannoniere, oggi per lo più non visitabili. Il corpo centrale, o maschio, è visitabile nella sua completezza; ad esso si accede tramite il camminamento esterno (la via ‘cordonata’) o seguendo la moderna scala interna. Attualmente la fortezza, di proprietà comunale, è aperta al pubblico nel periodo estivo e si avvia ad essere un importante centro per l’arte contemporanea nonché uno spazio utilizzato per eventi e manifestazioni culturali.

LA BASILICA DI SANTA MARGHERITA

l santuario è dedicato alla figura di Santa Margherita, patrona di Cortona e terziaria francescana, e alla successiva attività culturale e spirituale dei Francescani Osservanti. Alla morte della santa (22 febbraio 1297) si decise di costruire una chiesa in suo onore, a fianco dell’antica chiesetta di San Basilio che Margherita stessa aveva restaurato dopo averla scelta come luogo di penitenza e di preghiera.  Nel 1304 l’edificio sacro era già costruito, ma si continuò ad abbellirlo con importanti affreschi per tutto il Trecento. Di questo ciclo murale sono giunti a noi solo pochi frammenti conservati nel Museo diocesano, ma ne è conservata testimonianza in un codice del XVII secolo che documenta con ventuno scene acquerellate i dipinti murali perduti nel 1653 quando, a causa del loro cattivo stato di conservazione, vennero scialbati. L’analisi dei frammenti superstiti induce a datarli intorno al 1335 e ad attribuirli alla bottega di uno o di entrambi i fratelli Lorenzetti. Nel 1385 la chiesa fu affidata ai monaci Olivetani, sostituiti nel 1389 dai Minori Osservanti che ancora oggi ne hanno cura e accolgono i visitatori. Nell’agosto del 1927 fu elevata alla dignità di basilica minore.

Orari d’apertura

1 aprile – 30 giugno:
dalle 10:00 alle 18:00
1 luglio – 10 ottobre:
dalle 11:00 alle 13:30
dalle 14:30 alle 19:00

Ingressi
€ 3,00 – Adulti € 1,50 – ridotto per bambini da 6 a 12 anni e per gruppi da 15 persone.

Telefono: +39 0575 637235
Indirizzo: Piazza di Santa Margherita da Cortona
Tempo totale visita: circa 2

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 6  – Parco archeologico del Sodo

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All’interno del parco archeologico del Sodo è situato Il Melone I e II, il sito si trova alla base della valle Cortonese a circa 4 km, è situato  sulla sponda destra del rio Loreto. Il sito è di  notevole importanza

Tra questi spicca il tumulo II del Sodo, con la spettacolare gradinata-terrazza decorata da gruppi scultorei ed elementi architettonici di stile orientalizzante. Sulla fascia pedecollinare, tra oliveti di rara bellezza, si possono visitare la tanella di Pitagora, celebre monumento noto ai viaggiatori fin dal 1500, la tanella Angori e la tomba di Mezzavia. Al di sopra di tale area, nella montagna cortonese, è stato di recente recuperato un fitto reticolo di strade basolate di periodo romano. Sul versante prospiciente il lago Trasimeno sono i notevoli resti della villa tardo repubblicana e imperiale di Ossaia. Tutte le emergenze sono descritte all’interno del MAEC, indicate da apposita segnaletica stradale e di dettaglio sul posto e possono essere raggiunte in macchina o attraverso percorsi trekking. Tutti i monumenti, distanti tra loro anche alcuni chilometri, sono ampiamente descritti all’interno del MAEC (www.cortonamaec.org) che funge anche da centro di documentazione del parco archeologico e punto erogatore dei servizi di accoglienza, di orientamento e di smistamento dei visitatori.

Anch’esso è un tumulo del periodo arcaico ed è costituito da due tombe all’interno: la Tomba 1 con copertura a pseudo-volta fu individuata negli anni 1928/29; la Tomba 2 è stata individuata nel 1991 ed ha restituito un ricchissimo corredo di oreficeria. Nel 1990 è stata messa in luce, sul lato est affiancato al perimetro del tumulo, una monumentale piattaforma-altare cui si accede tramite una gradinata i cui paramenti laterali sono decorati con rilievi e gruppi scultorei.

Orari d’apertura

1 aprile – 30 giugno: dalle 10:00 alle 18:00 1 luglio – 10 ottobre: dalle 11:00 alle 13:30 – dalle 14:30 alle 19:00 Ingressi € 3,00 – Adulti € 1,50 – ridotto per bambini da 6 a 12 anni e per gruppi da 15 persone. Telefono: +39 0575 630415 Indirizzo: Piazza di Santa Margherita da Cortona

Tempo totale visita: circa 2 ore e mezza Distanza: 1.2 Km dal centro storico Sport praticabili nel percorso: Corsa e bicicletta

MAEC MUSEUM

 7  – Santa Maria delle grazie del Calcinaio

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Una storia di luce e di spiritualità

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio si trova in località Calcinaio a Cortona e fa parte della diocesi di Arezzo – Cortona – Sansepolcro. In questo luogo, il venerdì santo del 1484, un’immagine della Madonna col Bambino, dipinta sulla parete di una vasca adibita alla concia del cuoio per le pelli (chiamata calcinaio per la calce viva usata a questo scopo), iniziò a fare miracoli e operare guarigioni. Quella stessa immagine della Madonna col Bambino, è visibile ancor oggi sopra l’altare maggiore, (altare che è opera di Bernardino Covatti). In seguito alla crescente devozione per quell’ immagine, ai prodigi e alle offerte in onore della Madonna, la Corporazione dei Calzolai, che avevano in quel luogo le loro vasche di calce, decise di costruire un tempio sacro in suo onore. Il progetto fu affidato all’architetto Francesco di Giorgio Martini, dopo il rifiuto espresso da altri artisti, a causa della difficoltà rappresentata dal terreno scosceso e dallo scorrere delle acque. Francesco di Giorgio, costruttore di fortezze, non ebbe difficoltà a risolvere i problemi. Sembra che alla progettazione non sia estranea qualche idea dello stesso Leonardo da Vinci. I lavori ebbero inizio nel 1485 e già allo scadere del primo quarto del ’500 la chiesa aveva raggiunto, almeno all’esterno, la sua veste definitiva. Così ci appare infatti in un affresco del Papacello nel Palazzone Passerini di Cortona databile al 1525 circa, dove si vede innalzata anche la cupola disegnata dall’architetto fiorentino Pietro di Domenico di Norbo e realizzata a partire dal tamburo fra il 1509 e il 1514. Gli ultimi interventi procedettero più lentamente, tanto che il portale principale fu terminato nel 1543 e al 1549 risale l’esecuzione del pavimento (l’attuale è frutto di un recente rifacimento). La chiesa venne inizialmente (1487) affidata alle cure degli Scopetini, ai quali fu tolta nel 1653 per aggregarla al Seminario Vescovile, riaperto proprio nei locali del soppresso convento adiacente alla chiesa. Richiuso il Seminario (1674), dopo un periodo di abbandono fu restaurata e risistemata dagli Scolopi che la riaprirono al culto nel 1730.

Architettura

Entrando all’interno del Santuario di Santa Maria delle Grazie, colpisce il senso del vuoto pieno della Presenza. La Chiesa è essenziale nella sua costruzione ed è bella proprio perché essenziale, e qualunque arricchimento baroccheggiante la offende. La sua architettura è una nitida scansione geometrica, si compone di linee e di archi che si intersecano tra loro, di bianco e grigio che si alternano, di nicchie, aggetti, cornici, cerchi, il tutto improntato a sobrietà, linearità (lo stile del Brunelleschi) per dare il senso della sacralità che si trova quando siamo alla “Presenza”. Lo sforzo espresso dall’artista è proprio dovuto al tentativo di realizzare in un luogo quotidiano e di lavoro, un Tempio consacrato alla Presenza. L’artista è riuscito, attraverso lo stile architettonico, maestoso esternamente ed essenziale all’interno, e a attraverso spazi e luce, a dare a chiunque entra nel Santuario il senso di trovarsi immerso nel sacro, condotto di fronte alla realtà d Dio che riempie la sua Casa, luogo della sua sacralità e immensità. L’opera riflette la potenza del genio dell’artista per la sua grandiosità, mentre all’interno risulta lineare e spoglia. Contiene in sé tutte le principali caratteristiche dell’architettura e dell’arte rinascimentale: la prospettiva lineare centrica che organizza lo spazio, la essenzialità, le linee geometriche. La struttura della chiesa consiste in una navata affiancata da due cappelle laterali con un transetto e una cupola all’intersezione dei bracci uguali del presbiterio. Martini la progettò applicando rigorosamente i principi architettonici della proporzione e della prospettiva cari all’architettura rinascimentale. Negli spazi risuonano echi albertiani, in un progetto che non è immune da assonanze con Brunelleschi, ma i disegni di Francesco di Giorgio sono assolutamente originali, al punto da rappresentare uno dei livelli più alti della sintesi degli spazi nel Rinascimento.

 8  – Chiesa di Santa Maria Nuova

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A solo 15 minuti a piedi da piazza della Repubblica si trova la chiesa di Santa Maria Nuova, che fa parte della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. La chiesa venne costruita, verso la metà del XVI secolo, da Giorgio Vasari. L’edificio si mostra di estremo interesse per quanto riguarda la planimetria, concepita secondo uno schema centralizzato, con una croce greca inscritta in un quadrato e sovrastata dalla cupola principale (terminata solo nel XVII secolo). Internamente si innalzano i quattro poderosi pilastri sui quali si imposta il tamburo della cupola. Ai lati i quattro bracci della croce risultano coperti da una volta a botte, mentre quattro cupolini si elevano sugli spazi d’angolo. Tra le opere d’arte, la Natività di Alessandro Allori, San Carlo Borromeo che porta la Comunione agli appestati di Baccio Ciarpi, l’Annunciazione dell’Empoli. Dal piazzale della chiesa si gode di un fantastico panorama su una valle incontaminata.

Orari d’apertura

1 aprile – 30 giugno: dalle 10:00 alle 18:00 1 luglio – 10 ottobre: dalle 11:00 alle 13:30 – dalle 14:30 alle 19:00 Ingresso Gratuito Indirizzo: Via Santa Maria Nuova, 52044 Cortona AR, Italy

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 9  – Villa Bramasole

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Una scrittrice americana compra e ristruttura un casale nella campagna toscana, presso Cortona, e lì inizia a trascorrere le estati. Il paesaggio è incantevole, il clima dolcissimo, il cibo delizioso. E dagli incanti di una vita ideale, scandita dai riti della campagna, nasce il libro di memorie, che ha appassionato l’America per la bellezza dell’ambiente, ma anche per la qualità della scrittura che lo descrive, evocativa, intensa, capace di trasmettere con evidenza quasi tangibile il piacere della vita tra i colori, i profumi, i sapori, le ricette di cucina raccolte e proposte dall’autrice, di un’Italia da scoprire o da riscoprire.

Oggi la villa è meta di migliaia di turisti sopratutto stranieri provenienti da tutto il mondo che si recano a visitare per riassaporare l’atmosfera del famoso libro best seller “Under the tuscan Sun” (Sotto il sole della Toscana), la si può raggiungere a piedi con una bella camminata partendo dai giardini pubblici di Cortona “Parterre” circa mezzora a piedi per una distanza di circa 4 Km.

Tempo totale visita: circa 33 minuti
Distanza: 2.5 Km dal centro storico
Sport praticabili nel percorso: Corsa e Bicicletta

MAEC MUSEUM

 10  – La Tanella di Pitagora

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Scendendo la collina di Cortona sulla fascia pedecollinare, tra oliveti di rara bellezza, si puo visitare la tanella di Pitagora, celebre monumento noto ai viaggiatori fin dal 1500, la tanella è un piccolo tumulo di periodo ellenistico (II se. a.C.) costituito da un basamento circolare su cui si imposta un altro tamburo con blocchi giustapposti. L’interno ha un breve dromos e un piccolo ambiente rettangolare coperto da una volta a botte. La prima notizia che si ha su di essa è riferibile ad una visita di G. Vasari nel 1566 che sembra la giudicasse la tomba di Archimede. Da allora i visitatori si sono sbizzarriti nel riconoscere nella costruzione chi la tomba di Ulisse, altri quella di Pitagora, richiamati in tali attribuzioni dallo stile greco-ellenistico della sua architettura. Il monumento subì progressivi deterioramenti dal cinquecento all’ottocento, quando truppe francesi di passaggio le arrecarono notevoli danni. La critica più recente colloca la sua datazione al II secolo a. C. Fu donata all’Accademia Etrusca nel 1929 dalla signora Maria Laparelli Pitti. . La Tanella puo essere raggiunta in macchina o attraverso percorsi trekking.

Tempo totale visita: circa mezzora
Distanza: 1.3 Km dal centro storico
Raggiungibile: A piedi o via macchina (non esistono parcheggi, dovrete parcheggiare sul ciglio della strada)

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